Privacy Policy Il Furgone – Cesare Carta

Il Furgone

Il Furgone

Oggi ho comprato un furgone, sono stato davvero un furbone, l’ho comprato usato, alla fiera dei furgoni furgonati, di quelli che sono sempre stati.

È bello il mio furgone, dai documenti risulto il terzo proprietario, i due sono ben noti, ed io son più contento, adesso devo decidere che fare del furgone, ma non mi son mai chiesto, in effetti, perché l’ho comprato, ma le cose si fanno di istinto, sennò rimango stinto, ed io voglio colori e voglio colorare la mia.. il mio… quello che…; Voglio colorare tutto!

Vado in campagna con il furgone, dopo la pioggia, e appena vedo l’arcobaleno gli chiedo se vuole fare un giro nel furgone, mi risponde subito di si, ma che preferirebbe, educatamente, guidare lui, ‘Figurati! Certo che si!’.

Saliamo fino alla cima dell’arcobaleno, saliamo veloci perché il furgone è ancora vuoto, nessun carico lo appesantisce, non so che metterci, in effetti speravo di portare con me un po’ di arcobaleno, ma immaginate cosa può essere ora per me stare al suo fianco e salire su nel cielo!

Ma non dura molto, le nubi aumentano e l’arcobaleno sparisce… Effimera la felicità in natura! E casco giù, mannaggia non avevo ancora messo delle ali di gabbiano nel furgone e nemmeno ali di angelo, un po’ perché non conosco angelo, e dubito che esista, un po’ perché il furgone lo ho da pochissimi minuti, il tempo appunto di raccontarvelo!

Scendendo verso la terra dall’arcobaleno senza più l’arcobaleno cerco di spostarmi velocemente alla guida, ‘Hop!’ uso il volante del furgone come la cloche di un aereo e plano sulla terra, spengo il furgone e scendo, quattro aquile reali mi sorridono e mi versano da bere, allora mi rendo conto, son stare loro a portarmi a terra, ed io ringraziandole brindo a loro, alle nuvole e alla natura tutta, loro mi rimproverano dolcemente ‘Perché è ancora vuoto il tuo furgone?’

Consapevole di non poter riempire in furgone di aquile libere al vento, non riesco a rispondere, faccio spallucce e riparto, adesso devo riempirlo senza esitare!

Dopo sei curve e sei tornanti arrivo in una spiaggia, apro lo portellone colorato del furgone e ci metto la brezza e il rumore del mare, il suo colore e il riflesso delle sue onde al vento, ‘Ah! Che meraviglia!’ E riparto, sei tornanti e sei curve e mi fermo in collina, riempio il furgone di profumo di ulivi e olive, del colore della macchia mediterranea, dell’uva e del profumo del suo vino, e dello zafferano in tutto il suo splendore, manca però un soffio di maestrale, che arriva con la sua consueta calma e aumenta nel furgone.

Riparto e sorrido, Eta Beta, Mary Poppins ed ora Me! Che fortuna questo splendido furgone! Altri sei tornanti e sei curve, la montagna mi permette di caricare ancora profumi di lecci e di castagni, venti che sferzano antiche croci di legno senza tarli, e qualche sorriso di nuvole bianche.

Sarà pieno il mio furgone?

Lo scoprirò presto, in quel deserto.

Campeggio proibito, al sole con miraggi, mi perdo nel sudore del calore, ma il furgone restituisce natura evita, acqua e vita! Non manca nulla… Forse.

Riparto nella gente, ecco cosa mancava! E tra la gente urlo felice, impazzito di gioia, di felicità e di amore, non c’è furgone, di qualunque colore sia, senza la gente e l’amore, ed ecco che si riempie, di risate di festa di amore ed amicizia, di attenta perizia nel gestire tanto spazio!

Non ho più le chiavi, le ho buttate nel pozzo dei desideri, ed ora non potrò mai più chiudere il furgone che resterà aperto a tutti, come non potrò più ripartire per scendere alla ricerca di me che cerco il mio furgone!

Fantastico!

Io resto.

Cesare

16 Ottobre 2020

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