Privacy Policy L’angelo custode – Cesare Carta

L’angelo custode

L’angelo custode

Il mio angelo custode è geloso, e invece non conosco
la gelosia, pensa che la ho sempre gestita, dalla prima volta che son stato
male per amore, sempre che fosse amore. Magari era passione, magari sentimento,
magari sfida nei confronti di antagonisti, magari era chimica animale, magari
era il distinguersi nel branco, magari tutto questo è amore.

Ho comunque risolto, regole semplici e basilari, non
considero il “se la ami rendila libera”, parliamo di gelosia escludendo
qualunque forma di possesso, che è la mutazione dovuta a frustrazione e
insicurezza, no, parliamo solo di sana gelosia, le esasperazioni malate le
lascio a dotti medici e sapienti.

Se qualcosa non è tua, non puoi pretendere che lo
sia, quindi nulla, non ho nulla e non voglio nulla, e non voglio, a maggior
ragione, essere qualcosa di qualcuno Essere fine a se stessi però non esclude
la comune società che ci circonda, lavoro, affetti familiari, amici, semplici conoscenti,
e quell’universo femminile, nel mio caso almeno, che è percorso da sempre a
viso aperto e raramente a cuore aperto, e sarà per quasi sempre così, un percorso
contorto ma coerente, lineare, percorso senza gelosia? Non sempre, almeno fino
a che la gelosia non coinvolgeva anche l’oggetto della stessa, il soggetto più
che l’oggetto, mi scuso, in quel caso subentra il rispetto di quell’universo
che è identico al mio, non si può superare il cinquanta per cento di nessuno
anche se in questa percentuale spesso non si concede nemmeno un punto
percentuale. Ma quelle persone sono “sole” il loro cento per cento.

Se uno è geloso della macchina dell’altro, può
sempre comprarla, uguale e sicuramente migliore, sempre che possa, se non può
allora ci si aspetta che impari a dare valore alle persone e dimentichi che le
persona hanno un prezzo, quelle che lo hanno si chiamano puttane non donne, e
sicuramente non baciano, mentre la gelosia inizia dal bacio, mancato o
ricevuto. Evito, evitiamo ancora le banalità, limitiamoci alle donne, quelle
vere.

Ritorno al mio angelo custode geloso, che non
voglio, ma che vorrei ci fosse, almeno per condividere la mente, o forse per
credere di avere un amico invisibile, o forse perché considero il mio angelo
custode la vera causa delle scelte che ho fatto e che farò.

Ogni mattina faccio
la barba al mio angelo custode, lo sistemo ben benino, lo vesto, lo coccolo, e
gli ricordo che tra me e lui, quello geloso è lui, mica io.Lui
mi sorride e mi risponde che tra lui e me, l’angelo custode sono io, mica lui.

Cesare

20 Gennaio 2017

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