Dialogo tra scheletri nell’armadio e sogni nel cassetto

Dialogo tra scheletri nell’armadio e sogni nel cassetto

Rumore di serratura, la vecchia chiave gira ancora molto
bene in quell’armadio robusto, datato, con solo pochi tarli, i piedi
dell’armadio sono pacchiani, le zampe di leone sono state intagliate sicuramente
a mano, come la cassettiera all’interno dell’armadio, tre cassetti, un
classico, aperti in cima, uno spiraglio di luce dalla serratura e uno minimo
dall’anta di sinistra, poi un click, l’interruttore fa il classico rumore e la
poca luce che filtra dentro l’armadio finisce, senza lasciare traccia.

All’interno un rumore sinistro di ossa, se ci fosse ancora
luce se ne vedrebbe il bianco scuro, invece se ne sente solo il rumore, e poi
delle voci:

-Certo che stare qua nascosti, senza poter vedere mondo, è
davvero triste.-

-Non ti lamentare, siamo qua solo perché le cose succedono,
se lei fosse stata una brava ragazza chissà se saremo mai esistiti.-

-Hai ragione, ma è tanto tempo che son qua che non mi
ricordo nemmeno il motivo, tu lo ricordi?-

-Si, io sono un tradimento, non si deve essere ancora
pentita, o non deve averglielo detto, poverino, lui era così innamorato che non
se la è sentita di lasciarlo, e nemmeno di confessarglielo.-

-Ma magari non sta più con lui, e noi non lo sappiamo, e lei
stessa non lo vuole ammettere nemmeno a se, e tu sei qua solo per le sue paure,
o la sua vigliaccheria.-

– Cambia poco in realtà. Dai spostati adesso, tocca a me
sedermi sui cassetti e a te attaccarti come se fossi sul bus, e comunque sono
felice di averi conosciuto, sei lo scheletro più bello che conosco, sappilo.-

-Grazie, mi sento un trovatello, non ricordando la causa del
mio essere qua, e tu sei molto carino a farmi compagnia, a volte immagino un
motivo, una ragione, e le migliori le faccio mie,  ogni giorno vario e mi reinvento.-

-Non ricordi davvero? Però scommetto che la fai passare per
una molto astuta, anche se vigliacca.-

-Senza la vigliaccheria nessuno di noi sarebbe qua, la
verità rende liberi lo sappiamo, ma certe bugie sono necessarie, ieri per esempio
ho immaginato di essere qua perché quando era piccola aveva rubato in un market
e quando stava per essere scoperta ha infilato il profumo, tra l’altro
costosissimo, nella borsetta dell’amica, la sua, ex, migliore amica, senza poi
essere riuscita a confessarglielo.-

-Marachelle in confronto al mio tradimento, reale tra
l’altro, che ricordo come fosse oggi, lei annoiata da un marito polveroso era
riuscita a sedurre il figlio della sua peggiore amica, giovanissimo tra
l’altro, diventando per lui una vera ossessione, tanto che lo ha dovuto
accontentare per paura di essere scoperta dal marito, pieno di soldi, non
poteva rischiare di essere ricattata, la storia è durata mesi e mesi, poi lui
si è dileguato, forse ha trovato una donna migliore, non so.-

-La sua peggiore nemica lo ha saputo?-

-Certo, sennò qua saremo in tre, glielo ha detto apposta,
sapendo comunque della mancanza di credibilità della sua peggiore amica, senza
rischi quindi.-

-Mi siedo, tanto guardarti dal basso verso l’alto non è che
mi farà venire la cervicale o il torcicollo.-

Risero entrambi, mentre il rumore delle ossa sul piano
superiore dei cassetti fece un sordo eco, e dal cassetto superiore si sentì una
voce:

-Ma insomma, lasciatela in pace quella povera donna, se
sapeste qua quanti siamo, e quanti pochi vanno via, vi rendereste conto della
fatica che fa nella sua vita.-

Dall’alto un annoiato scheletro risponde ringalluzzito,
anche oggi il tempo stava passando, al buio, ma stava passando:

-Immagino la calca che c’è in quel cassetto, con il poco
coraggio che lei si ritrova, non mi meraviglia se ci fosse anche il sogno di
eliminare il marito!-

-Eccomi!- Rispose proprio quel sogno –Sono uno dei suoi più
forti desideri infatti, ma è normale, e mi accompagno bene con il sogno che è
qua al mio fianco, quello di non essere scoperta, ma noi siamo in quasi tutti i
cassetti.-

Un altro sogno intervenne, molto seccato, e con un fare
sgradevole quasi urlò:

-Ma voi non siete nessuno, in confronto a me, io sono il suo
primo sogno, quello di essere simpatica, bellissima, attraente, mentre lei è
solo piacevole, ma per nulla simpatica, e non ha nemmeno un briciolo di
fascino, ma voi scheletri siete giovani rispetto a me, che ne sapete voi di
quella donna!-

Lo scheletro più antico allora chiese al sogno nel cassetto
se sapeva perché lui era la rinchiuso, visto che era la sicuramente da prima,
la riposta mise a tacere tutti, e il silenzio durò parecchio:

-Tu sei qua perché lei ha ucciso il primo marito, e io da
allora resto senza il sogno della mia vita, che lei ha esaudito tanto tempo fa,
e sono così triste che desidero che lei mi esaudisca, solo così potrò
raggiungere il mio compagno, già realizzato.-

-L’dea che voi sogni vi possiate accoppiare non mi era mai
passata per le ossa, ma d’altra parte sognare è sognare, e non ci son limiti,
vi auguro di ricongiungervi un giorno.- Disse lo scheletro più giovane.

Poi, dopo quel silenzio, un click, la luce si riaccende e
filtra in parte dall’anta di sinistra in parte attraverso la fessura della
chiave, la serratura fa il solito rumore, l’armadio si riapre, e uno scheletro
nuovo nuovo viene gettato dentro, nello stesso istante il sogno di eliminare il
marito uscì, e, andando via si girò e guardò l’armadio con le ante spalancate,
dicendo:

-Credo che starete stretti.-

Lo scheletro del tradimento andò via, salutando tutti. Il
vecchio scheletro invece rimase immobile e chiese al sogno in fuga:

-Dimmi solo una cosa, in quel cassetto che stai
abbandonando, c’è il sogno di sposarsi di nuovo?-

-Si.-

-Grazie, staremo stretti, ma almeno saremo sempre in
compagnia.-

Cesare

22 Dicembre 2016

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