Privacy Policy L’uomo dei sogni – Cesare Carta

L’uomo dei sogni

L’uomo dei sogni

Un giorno, ingigantito dal calore
della gente, lui camminava sorridente senza pensieri, gli volevano tutti bene,
e il motivo era semplice, lui prestava i sogni alla gente. In quella mattina soleggiata,
sotto una meravigliosa quercia, gli si avvicinò una donna, molto ben curata
nell’aspetto e nei dettagli, lui notò subito che aveva comunque un aspetto
triste, e, come sempre ansioso di regalarle il suo sogno, aspettò che lei gli
parlasse.

-Ciao, uomo dei sogni, ho sentito
che sei in grado di regalare a chiunque ogni sogno e ogni fortuna, io, che sono
disperata, ho tanto bisogno di te in questo momento della mia vita.-

L’uomo dolcemente, dopo averla
ascoltata, le risponde. –Io regalo sogni, ma non ho modo di regalare fortune,
se potessi fare una cosa simile risolverei i problemi di tutti, e, in realtà,
capita spesso che dei sogni da me regalati qualcuno ne abbia fatto la propria
disgrazia.-

-Ma allora quale è il segreto?-
Replicò la donna, intuendo già quel che sarebbe stata la risposta dell’uomo, e
colta improvvisamente da un principio di panico, barcollò, con il terrore che
il viaggio fino a quell’uomo si potesse rivelare inutile, l’uomo la sorresse e
la fece subito sedere nella panchina. Dopo qualche minuto, lunghissimo per lei,
brevissimo per lui, lui iniziò a raccontare:

-Cara amica mia, il segreto è il
sogno stesso, se tu desideri fare del bene, o desideri che il tuo sogno diventi
sole e luce per chi ti sta vicino, o userai il sogno per aiutare chi, per
esempio, non si può permettere di sognare, allora vedrai che avrai il massimo
del piacere dal tuo sogno, e, diciamo così, il sogno avrà un rendimento
ottimale.- Lei si scosse un po’, ma aspettò che lui continuasse a parlare,
preoccupata ma incantata dal suo modo di esporre un racconto che di suo,
sarebbe stato freddo e noioso. –Se invece il tuo sogno, visto che sei ben vestita,
ben curata, e sicuramente godi di agi che molti non si possono permettere
nemmeno di sognare, quindi, se il tuo sogno è solo quello di risolvere nuovi
problemi dovuti proprio al tuo stato di benessere, magari venuto meno per
qualunque causa, allora, mia cara signora, sarà il caso che riduca la richiesta
del sogno, ma starà a lei comunque deciderne la qualità, l’importanza e la
quantità delle parole che dovrà usare per ottenere quel che desidera.-

La signora ringraziò quell’uomo
dolcissimo di cuore, dicendogli che si, si sarebbe aspettata qualcosa di
simile, ma come lui, con gesti e tono di voce sia riuscito a rendere l’idea dei
pro e dei contro la ha davvero fatta ragionare, e che si, il suo iniziale
impulso sarebbe stato quello di chiedere cose materiali, denaro, per risanare
una economia ormai disperata e addirittura avrebbe chiesto di migliorare
notevolmente il suo agio, ma mentre lui parlava lei si rese subito conto che
troppa gente a causa sua soffriva, e il suo crasso egoismo la aveva accecata al
punto di legarsi a doppio filo con gente pericolosa e senza scrupoli. Si fermò
a valutare attentamente quello che avrebbe chiesto, mentre lui, seduto al suo
fianco su una panchina di un bel legno morbido e accogliente, la guardava senza
essere invadente, come se dolcemente le stesse consigliando il meglio per lei e
per chi le stava vicino.

Lei dopo interminabili minuti
decise: -Voglio morire nel sogno, dopo aver distrutto finanziariamente, e del
tutto, la mia fabbrica, vedi uomo dei sogni, mio marito è deceduto anni fa, il
suo aereo personale ebbe un incidente, e io non son sicura che non sia stato
provocato appositamente per eliminarlo, lui era buono, mentre io ero la sua
condanna, morale, materiale, lo ho sempre tenuto sul chi vive perché mi son
sempre resa conto che avrebbe per tutta la vita dipeso da ogni mia volontà, il
suo amore era così forte che io son riuscita ad avere mille amanti concedendomi
a lui solamente per pochi minuti, in cambio di qualunque mio capriccio,
qualunque mia richiesta.- L’uomo dei sogni rimase dolcemente impassibile,
sapeva che lei avrebbe parlato a lungo, e le sorrise ancora più dolcemente, lei
proseguì: -Sono stata sempre attratta dal potere e di conseguenza dal denaro
che ne deriva, come se entrambe le cose fossero due binati, o due corna su un
animale potente e virile, io ho sposato il suo denaro, ma da quando è morto, il
consiglio di amministrazione di cui io stessa faccio parte, ha iniziato a
sperperare prima i denari derivanti dall’assicurazione che lui aveva, poi ha
intaccato il capitale, poi ha dovuto cedere alle lusinghe della mafia, e di
conseguenza alla politica, io intanto ho iniziato a frequentare politici e a
concedermi in cambio di favorire, leggi, e qualunque cosa potesse agevolare l’economia
dell’azienda, tanto da essere diventata famosa su stampa e tv, ma si sa, la
droga che apparentemente aiuta ed essere reattiva, alla fine fa si che il
confronto con se stessi venga vinto senza lotte morali. Quindi io, uomo dei
sogni, adesso andrei da un notaio, avendo ancora la possibilità di disporre,
grazie alle quote di mio marito, della maggioranza dell’azienda, e devolverei
tutto a qualche paese africano, creando strutture di lavoro, e ricostruendo
villaggi distrutti proprio dal mercato delle armi prodotte nella fabbrica, e da
viva non potrei mai riuscire  a fare
niente del genere, perché sarei sempre ricattabile.- Si fermò, smise di
parlare, e aspettò pochi istanti, l’uomo dei sogni rispose subito, come se non
avesse avuto nemmeno il tempo di elaborare tutte le informazioni appena sentite,
in quel fiume di parole dettate dalla disperazione e dal risentimento per quel
che è sempre stato. –Donna, il tuo sogno sarà più elaborato, vai dal notaio, il
notaio dei sogni, lui già saprà, subito dopo aver firmato le carte che troverai
già pronte, torna qua, la tua piccola grande africa avrà quel che avrai deciso,
e soprattutto, tu, avrai quel che meriti, ti regalerò molto più di un sogno, e
vivrai anziché morire, vivrai di nuovo, e vivrai a lungo, insieme a tuo marito,
ma rispettandolo e amandolo come lui ha sempre meritato, sarai finalmente
felice.- Lei allora capì, l’aereo in fiamme non aveva ancora toccato il mare,
dove si sarebbe inabissato, ma loro erano già parte delle nuvole, dei sogni,
lacrimò con la felice consapevolezza di avere ottenuto il più bel sogno
possibile.

Cesare

28 Settembre 2017

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